(Foto di Alberto Adán da Pixabay)

L’adolescenza è una fase della vita molto speciale in cui il bambino avvia la sua trasformazione verso l’adulto che sarà. Si presenta sempre più forte il desiderio di autonomia e la ricerca di una propria identità.


È dunque una fase caratterizzata da instabilità e conflittualità, ma anche da flessibilità e creatività. In questo periodo l’adolescente vive una serie di mutamenti fisici, psichici, relazionali, sociali, che possono metterlo duramente alla prova, soprattutto se associati ad una sottostante fragilità nell’autostima.


Lo psicoanalista Charmet, nel suo libro “Fragile e spavaldo. Ritratto dell’adolescente di oggi”, spiega come gli adolescenti siano impegnati nello “sviluppo della loro bellezza, fisica, psichica e sociale”.


Questo bisogno “di curare la loro bellezza li rende permalosi, esposti al rischio di sentirsi poco apprezzati, umiliati e mortificati da un ambiente che non dà loro il giusto riconoscimento”.


Sono esposti al divario fra aspettative di riconoscimento e trattamento reale da parte di insegnanti, coetanei, genitori. Questo porta spesso a delusione senso di inadeguatezza e vulnerabilità
Si sentono fragili perché addolorati dall’umiliazione e dal rischio di doversi troppo spesso vergognare del proprio corpo e della proprio invisibilità sociale.”


Per fronteggiare questo senso di vulnerabilità e fragilità profonda, “gli adolescenti di oggi sono spavaldi interiormente. Pensano che l’autorità non li riguardi. E’ qualcosa che suscita in loro indifferenza. Percepiscono gli adulti come spettatori.
E gli adulti rimangono spesso sconcertati davanti a questo impasto tra fragilità e spavalderia che vivono come mancanza di rispetto.


Le forme di disagio che i ragazzi possono esprimere sono quindi legate anche alla società in cui viviamo.
Società dominata oggi dal culto dell’immagine. Da relazioni che spesso rimangono in superficie. Da un complesso rapporto con il corpo.
Spesso, infatti, viene proposta una realtà ideale, o virtuale, che sostituisce, almeno in fantasia, quella più concreta e quotidiana fatta anche di frustrazioni, di conflitti e di esperienze dolorose.


Contemporaneamente, il tempo che viviamo cerca di escludere dalla vita l’impegno, i contrasti inevitabili e la sofferenza.
Sembra quindi idealizzare il benessere, che spesso è solo apparente.
Quindi, come si può dialogare con gli adolescenti?
La sfida è riuscire a cogliere quelle “comunicazioni particolari”. Comunicazioni che gli adolescenti, soprattutto in situazioni di sofferenza psicologica, usano come segnali di disagio e silenti richieste di aiuto.
Spesso è complicato accogliere tutti i propri vissuti, porre dei limiti e accettarli, porli a noi stessi e agli altri!


Queste difficoltà favoriscono la diffusione di forme di un disagio che possono esprimersi in modi molto diversi:

  • dall’abuso di sostanze agli attacchi di panico
  • da comportamenti trasgressivi e autolesivi ai conflitti con la famiglia
  • dalla depressione alle difficoltà scolastiche

Particolarmente diffuse negli ultimi anni sono:

  • la dipendenze dalle nuove tecnologie
  • i disturbi alimentari
  • i disturbi dell’immagine corporea
  • il ritiro sociale fino alle forme estreme dell’hikikomori


Il termine giapponese, che letteralmente significa “stare in disparte” viene oggi utilizzato per indicare chi si ritira dalla vita sociale per mesi o anni chiudendosi nella propria abitazione, ma spesso nella propria camera, limitando qualunque contatto con il mondo esterno.
Talvolta l’espressione di un disagio è un momento di passaggio durante il quale il giovane può riorganizzare e rimettere in moto le linee evolutive attivando risposte più mature ed efficaci.


Quando, invece, ci si accorge che questi movimenti maturativi spontanei si interrompono può essere opportuno ricorrere ad un sostegno psicologico per favorire nell’adolescente l’assunzione di una posizione attiva, per aiutarlo a comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di lui e nel rapporto con la realtà esterna e per riattivare quei processi di crescita, indispensabili al raggiungimento di una identità adulta e matura.

Ascolta il Podcast di questo articolo su La voce dello Psicologo, progetto in collaborazione con AdolescenzaInForma e l’Associazione culturale Brillantemente. Testi della Dott.ssa Prisca Ravazzin e del Dott. Matteo La Rovere, letti dal Dott. Matteo La Rovere (fbinstagram).

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