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Testo tratto dal sito: State of Mind

“ Lo studio ha indagato la relazione fra aderenza al trattamento con metilfenidato nell’infanzia e uso di antidepressivi in adolescenza in pazienti con ADHD. I risultati ottenuti dallo studio sono sorprendenti e mostrano un aumento del 50% della probabilità di utilizzare antidepressivi nell’adolescenza in soggetti con ADHD quando la terapia con il metilfenidato (comunemente conosciuto con il termine commerciale Ritalin) nell’infanzia viene seguita con ottima aderenza.

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Sono state date diverse interpretazioni relative al pattern emerso. È possibile, ad esempio, che i pazienti con una maggiore compliance presentassero forme più gravi del disturbo, che la diagnosi di ADHD derivi spesso dal non riconoscimento di disturbi d’ansia e depressivi  nel bambino, che la buona riuscita della farmacoterapia porti a ricercare questo tipo di trattamento più avanti nella vita o che sia proprio il lungo utilizzo di metilfenidato la causa eziologica dei disturbi dell’umore in questa fascia di popolazione.

Sicuramente sono necessarie altre ricerche per definire il nesso causale di questa associazione. Lo studio mette comunque in luce importanti fattori di rischio presenti nella popolazione pediatrica affetta da ADHD, sottolineando come la diagnosi di questo disturbo, nonostante molto frequente, sia difficile ed eterogenea e che la terapia con stimolanti potrebbe presentare effetti collaterali anche a lungo termine. “

Per l’articolo completo clicca su: State of Mind