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Testo tratto dal sito: La Repubblica

“ L’aspetto interessante è che l’attenzione di molte ricerche si è focalizzata in questi anni proprio sull’importanza dei videogame nella costruzione della personalità dei bambini e degli adolescenti: “Ci sono diversi studi che dimostrano come il contenuto dei videogiochi possa influenzare il comportamento dei ragazzi e fornire uno strumento ludico come questo videogioco che affronta il tema del bullismo è a mio avviso un aspetto molto interessante. Dico questo perché molto spesso le vittime faticano ad ascoltare e ad esprimere le proprie emozioni, come la rabbia di fronte alle vessazioni subite dai bulli, la paura o il bisogno di aiuto. In questo videogioco il protagonista riesce a farlo trovando degli amici che lo aiutano a combattere i bulli attraverso le sue rappresentazioni grafiche”, spiega Carlo Lai, psicoterapeuta dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e Professore associato di Psicologia clinica all’Università La Sapienza di Roma.

Si tratta di un punto chiave, come continua l’esperto, che può far riflettere molto sul giusto approccio da mettere in campo anche nella vita reale: “Il messaggio del videogioco è molto interessante perché da un punto di vista psicologico il protagonista riesce a dare forma alla parte più intima, istintiva e nascosta di sé, e cioè alle sue emozioni, ai suoi sentimenti, che prendono vita diventando delle creature, sue alleate. Questo spunto è molto interessante perché mediante il gioco, il ragazzo vittima di bullismo può, sulla scia del protagonista, provare ad ascoltare e dar voce alle sue emozioni, esternando il proprio sentire e ritrovando fiducia in sé stesso. Strumenti come questo sembrano poter avere un fine educativo e di miglioramento perché possono aiutare ad affrontare il bullismo nelle prime fasi”. Ma si tratta, tuttavia, di un primo passo da compiere per affrontare questa dinamica, come puntualizza Lai: “Successivamente, è necessario che il ragazzo trovi nella quotidianità un riferimento forte nel quale riversare la propria fiducia”. “

Per poter consultare l’articolo completo clicca: La Repubbica