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Testo tratto dal sito: Guida Psicologi

 

” Per quanto riguarda la dislessia e la disortografia, categorie diagnostiche considerate congiuntamente in quanto spesso associate a causa della chiara interdipendenza tra lo sviluppo della scrittura e quello della lettura, è possibile stabilire gli interventi da effettuare in ambito scolastico e familiare, oltre che in quello clinico, partendo dalla considerazione del livello di automatizzazione della decodifica dei grafemi raggiunta dal ragazzo, parametro valutato attraverso una prova di lettura di brano.

Gli errori che un ragazzo può compiere durante la scrittura sono di tre tipi: fonologici, non fonologici e misti.

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I profili di dislessia

  • Il profilo di livello 0: In presenza di una velocità di lettura inferiore alle 0,5 sillabe al secondo, situazione alquanto rara, ci si trova di fronte a un profilo caratterizzato da una decodifica per singole lettere con o senza successiva fusione, connessa a molti errori di tipo fonologico e non fonologico in compiti di dettato. In ambito scolastico, considerato l’enorme carico cognitivo richiesto al bambino nei compiti di lettura e scrittura, causa di un facile affaticamento, il quale potrebbe compromettere la motivazione nei confronti dell’intera esperienza, potrebbe essere opportuno allenare il bambino all’utilizzo del pc, per la formulazione di una scheda dove elencare i compiti assegnati per casa, piuttosto che pretendere che lo stesso scriva questi ultimi sotto dettatura. Oltre a questo, anche la registrazione delle lezioni potrebbe essere considerata un’utile azione compensativa, unitamente all’utilizzo di parole chiave per prendere appunti, strategia che necessita di un adeguato percorso formativo da parte del bambino. In definitiva, è auspicabile l’utilizzo della tecnologia informatica, in particolare per permettere la fruizione di CD didattici. Il bambino rientrante in questo profilo potrebbe ragionevolmente essere dispensato dalla lettura ad alta voce e dal dettato in classe, nonché dall’apprendimento della lingua inglese in forma scritta, limitando l’approccio a questa materia alla forma orale. Per i momenti valutativi le misure dispensative riguarderebbero le verifiche a scelta multipla e quelle di lingua inglese somministrate su supporti multimediali, a favore di una chiara preferenza verso le verifiche orali. A casa il bambino dovrebbe essere seguito nello svolgimento dei compiti da un tutor dell’apprendimento, non potendo svolgere da solo le attività assegnate a scuola. Inoltre dovrebbe avere la possibilità di utilizzare programmi di sintesi vocale. Se consigliati dal clinico, sarebbe opportuno che svolgesse alcuni esercizi mirati con specifici software.
  • Il profilo di livello 1: In presenza di una velocità di lettura che interessa la fascia tra 0,5 e 1 sillaba al secondo, il profilo di livello 1 è caratterizzato da minime capacità di decodifica, in quanto quest’ultima avviene elaborando una lettera alla volta. Il momento evolutivo corrisponde alla fase alfabetica iniziale, quando la lettura è molto stentata, con la presenza di molti errori di scambio di lettere e molte parole sostituite con non parole, e la scrittura presenta molti errori di tipo fonologico, dovuti alla mancata automatizzazione della corrispondenza fonema-grafema. Quando il bambino si avvicina in lettura alla velocità di 1 sillaba al secondo significa che la decodifica avviene elaborando le sillabe e non più i singoli grafemi. Le indicazioni da seguire nel contesto scolastico e in quello casalingo non differenziano sostanzialmente da quelle previste per il livello precedente.
  • Il profilo di livello 2: Il profilo di livello 2, associabile alla fase alfabetica, è caratterizzato da una velocità di lettura rientrante nella fascia compresa tra 1 e 1,5 sillabe al secondo. Può presentare diverse forme, rintracciabili nel bambino che legge lentamente compiendo pochi errori, in quello che effettua diversi errori leggendo speditamente o nel bambino in cui appaiono compromesse sia la velocità che la correttezza della decodifica. Gli errori possono essere, oltre che di tipo fonologico, con sostituzioni di lettere o sillabe, anche di tipo visivo, con scambio di lettere e sillabe e salto di rigo. Nella scrittura si riscontrano tutti i tipi di errori, con una prevalenza di quelli fonologici. A scuola, in presenza di questo profilo, può essere richiesta al bambino la lettura ad alta voce dei testi, ma solo dopo avergli dato la possibilità di compiere una prima lettura autonoma degli stessi; in questo senso il bambino dovrebbe essere dispensato dalla lettura ad alta voce a prima vista. Come misura compensativa può essere consentita la registrazione delle lezioni, inoltre dovrebbe essere ridotto il numero di domande, le quali non dovrebbero né implicare l’elaborazione di concetti complessi né essere poste in modo incalzante con l’aspettativa di una risposta immediata. È consigliabile la somministrazione di verifiche semplificate per tutte le materie. A casa, lo studio autonomo dovrebbe essere supportato dall’utilizzo dei programmi di sintesi vocale, per evitare che la lentezza della decodifica condizioni negativamente l’apprendimento di nuove informazioni. Anche in questo caso sarebbe bene prevedere la presenza di un tutor dell’apprendimento che affianchi il bambino nei compiti e che svolga con lui degli esercizi aggiuntivi, se consigliati dal clinico.
  • Il profilo di livello 3: Nel livello 3 siamo in presenza di una velocità di lettura che può andare da 1, 5 a 2 sillabe al secondo, corrispondente alla fase lessicale iniziale, in cui è verosimile pensare che la lettura inizia a procedere secondo la via diretta, superando la più lenta e faticosa decodifica per singoli grafemi o sillabe. È il profilo tipico di un ragazzino dislessico frequentante la scuola secondaria di primo grado, il quale può essere giunto a questo livello beneficiando di un riconoscimento da parte della scuola, con l’adozione di misure compensative e dispensative o incontrando molta frustrazione e, in quest’ultimo caso, le difficoltà vanno ben oltre quelle attribuibili alla lettura, coinvolgendo la sfera metacognitiva e motivazionale. Solitamente in questa fase dovrebbero essere assenti gli errori di tipo fonologico, mentre ci si aspetta di trovare diversi errori misti e di doppie. Anche il bambino il cui profilo si colloca a questo livello dovrebbe poter beneficiare a scuola di misure compensative e dispensative, che dovrebbero essere stabilite, evitando di collidere con la sua tendenza a voler essere sollevato da alcuni obblighi, mentre a casa dovrebbe essere invogliato all’utilizzo delle nuove tecnologie per la formulazione, per esempio, di mappe concettuali.
  • Il profilo di livello 4: La fase lessicale viene considerata raggiunta in presenza di una velocità di lettura che supera le 2 sillabe al secondo, parametro che ci indica il superamento della lettura fonologica, perlomeno in presenza di parole conosciute. Tale caratteristica fa rientrare il soggetto dislessico nel livello 4, tipico dei ragazzini con disturbo della lettura strumentale che frequentano la seconda secondaria di primo grado, le cui prestazioni relative all’aspetto citato sono paragonabili a quelle di un bambino di prima o inizio seconda scuola primaria. Questo profilo pone il clinico di fronte alla scelta di avviare o meno un trattamento sulla decodifica, considerate le richieste complesse della scuola secondaria in termini di informazioni da acquisire, le quali potrebbero richiedere nel breve termine materiali dispensativi, come la sintesi vocale. A scuola sarebbe importante concedere allo studente la possibilità di registrare le lezioni, nonché di avere più tempo durante le verifiche, le quali potrebbero essere svolte al pc. Se il profilo è associato a forte ansia, nel considerare l’esonero dalla lettura ad alta voce, è bene valutare se gli interventi dispensativi non abbiano l’effetto di rinforzare i comportamenti di evitamento dello studente nei confronti delle situazioni spiacevoli. Una strategia che si potrebbe insegnare allo studente è quella di prendere appunti mentre una persona legge. Infine, è consigliato l’utilizzo di supporti multimediali. A casa un tutor dell’apprendimento potrebbe sostenere lo studio del ragazzo, insegnandogli a utilizzare il metodo di studio più adatto alle sue peculiarità.

Una volta tenute presenti le indicazioni di massima sopraelencate, è fondamentale per la riuscita di qualsiasi intervento che i genitori e gli insegnanti si confrontino tra loro con fiducia, assieme al clinico, sulle difficoltà del bambino o del ragazzo, condividendo la scelta delle azioni da adottare a scuola e a casa, in modo da promuovere e sostenere la serenità dell’alunno e il successo del suo percorso scolastico. “

Per l’articolo completo clicca: Guida Psicologi