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Testo tratto dal sito: Guida Psicologi

” L’adolescenza è una fase complessa per tutti. Cambi fisici e psicologici, infatti, rendono la quotidianità un percorso ad ostacoli. Gli adolescenti entrano in una nuova fase in cui scuola, attività sportive e creative, ma soprattutto la vita sociale possono supporre una difficoltà continua. Questo problema, in generale, diventa ancora più complesso per le ragazze. I cambiamenti a livello fisico ma anche le pressioni sociali verso le adolescenti, infatti, possono causare una vera e propria caduta dell’autostima.

Le autrici del libro “The Confidence Code for Girls”, Claire Shipman, Katty Kay e JillEllyn Riley, in un articolo pubblicato sul The New York Times, sottolineano come sia stato dimostrato che il livello di fiducia in se stesse delle ragazze diminuisce del 30% fra gli 8 e i 15 anni, mentre per i ragazzi è di un 27% più alto.

Ovviamente questa differenza non si colma immediatamente ma continua a creare problemi anche con il passare degli anni.

L’adolescenza è una fase complessa anche per i genitori che non sanno come comportarsi con i propri figli. Al tempo stesso, se ci sono problemi come una bassa autostima, può essere ancora più difficile aiutarli. Le autrici di “The Confidence Code for Girls” suggeriscono alcune strategie per aiutare la propria figlia a migliorare la sua autostima nonostante le difficoltà dell’adolescenza. Ecco di seguito le principali.

  • Uscire dalla zona di comfort: l’adolescenza è un momento fondamentale della crescita in cui si impara ad affrontare gli ostacoli e a raggiungere i propri obiettivi. Per questo motivo è positivo spingere le ragazze ad abbandonare la loro zona di comfort per poter acquisire maggiore fiducia in se stesse. Non deve trattarsi di un obiettivo particolarmente difficile, ad esempio può essere semplicemente iniziare un nuovo sport. Per aiutare le adolescenti a superare la paura iniziale si può proporre di fare una lista in cui scrivere le cose peggiori che potrebbero accadere. Tranquillizzatele: è poco probabile che succeda qualcosa di grave, mentre gli altri rischi sono facilmente risolvibili. Allenate la loro positività, ricordandogli tutte quelle volte in cui sono riuscite a superare gli ostacoli e a raggiungere un obiettivo.
  • Accettare gli insuccessi: se vostra figlia ha appena subito una delusione o una sconfitta, ad esempio un compito in classe andato male, non cercate immediatamente di parlare dell’accaduto e di analizzare gli errori. È preferibile lasciare che la sua mente si calmi, magari eseguendo un’attività rilassante, per poter spostare il pensiero dalla negatività a una posizione più neutra. Le autrici di “The Confidence Code for Girls” consigliano di eseguire un semplice esercizio: chiedete alla ragazza di immaginare di stare volando sulla città. Da una tale altura avrebbe la possibilità di vedere tutto e di parlare di come vede ciò che le è successo dall’alto, ovvero in forma distaccata. Questo nuovo punto di vista la aiuterà a vedere le cose da un’altra prospettiva. Per ultimo arriva il momento dell’analisi: “quali errori ho commesso? Cosa posso fare per migliorare? Cosa ho appreso da questo errore?”, focalizzando cosi l’attenzione sulla parte positiva dello sbaglio. In questo modo, sarà possibile intendere gli insuccessi come un’opportunità per imparare e per migliorare.
  • Allenare i pensieri positivi: nella pubertà le ragazze hanno una maggiore tendenza a sviluppare pensieri negativi. Aiuta tua figlia a riconoscerli e a capire che si tratta di uno schema mentale che porta costantemente a guardare la realtà attraverso la lente della negatività. Se qualcosa non è andata per il verso giusto, aiutatela a vedere la situazione da un altro punto di vista. Cercate di alleggerire un eventuale episodio negativo ma anche di pensare insieme a come potrebbe essere stato se questa stessa situazione fosse stata catastrofica, anche utilizzando un po’ di umore.

Essere genitori, dunque, vuol dire anche allenare la propria autostima. Se noi per primi non siamo capaci di avere fiducia in noi stessi, difficilmente potremo utilizzare la nostra esperienza per poter aiutare i nostri figli. “

Per il testo completo clicca: Guida Psicologi