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di Stefania Rotondo

L’adolescenza è un tempo essenziale di intensità emotiva, di investimento sociale e creatività, caratteristiche umane essenziali di ciò che dovremmo essere, di quello che siamo in grado di sviluppare, e di che cosa abbiamo bisogno come individui e come famiglia umana (D.J. Seigel 2013).
La mindfulness, in quanto capacità di prestare attenzione nel “qui ed ora” con curiosità e gentilezza, si focalizza su un’altra capacità umana naturale: la capacità di prestare attenzione; è proprio sull’insegnamento dell’utilizzo di tale capacità che si focalizza l’insegnamento della mindfulness con i bambini e gli adolescenti: sviluppare la capacità unica di prestare attenzione a/essere a conoscenza dei mondi interni ed esterni e delle interazioni tra i due, di “essere presenti” nel respiro, nel corpo, nei pensieri, nelle emozioni, nei sapori, negli odori, nelle immagini, nei suoni, nei bisogni, nelle azioni e nei loro effetti sugli altri e sull’ ambiente (A. Saltzman 2009).
In una società “multitasking” come la nostra, lo stress per l’adolescente diventa la “marcia normale di vita” che gli permette di affrontare esperienze difficili, ma al tempo stesso inibisce la loro capacità di apprendere e trascura lo sviluppo delle qualità socio-emozionali indispensabili per lo sviluppo affettivo e della socialità. In questo senso l’adolescenza rappresenta “una fase molto delicata dello sviluppo con un elevato rischio di perturbazioni intrapsichiche e interpersonali” (E. Caffo 2002).

Le ultime ricerche sul disagio adolescenziale sottolineano l’aumento dei disturbi definiti “internalizzanti” (come depressione, disturbi d’ansia, anoressia nervosa e bulimia, etc.), ed “esternalizzanti” (es. abuso di sostanze). La consapevolezza è una strategia utile per i ragazzi perché permette loro di pensare attraverso le proprie emozioni invece che reagire impulsivamente, caratteristica tipica del funzionamento del cervello durante l’adolescenza (D.J.Seigel 2013).
Esistono diversi studi e ricerche su protocolli di mindfulness proposti in età evolutiva, in cui si evidenzia l’incremento delle capacità attentive e di apprendimento, delle funzioni esecutive, della memoria di lavoro, del senso di benessere e delle abilità sociali. Un focus particolare sul senso di benessere viene sottolineato da diversi studi di applicazione della mindfulness con gli studenti, tra questi: “ Deborah Schoeberlein (2009), evidenzia come la pratica della mindfulness sia utile agli studenti poiché fornisce loro degli strumenti per ridurre lo stress generale e l’ansia precedente le prove di valutazione, favorendo le capacità di focalizzare l’attenzione, di mantenere la concentrazione, e, di conseguenza, la “prontezza ad imparare” e il rendimento scolastico.

Promuovendo l’auto-riflessività e la calma, permette di migliorare la partecipazione della classe attraverso il controllo dell’impulsività e l’apprendimento sociale ed emotivo, alimentando i comportamenti pro-sociali e le relazioni sane (in F. Didonna- I. Lovato e S. Rotondo in Manuale di Psicoterapia cognitiva dell’età evolutiva di F. Lambruschi 2014). Altri benefici importanti studiati nell’età adolescenziale derivano dall’insegnamento dell’autoregolazione attentiva (Bishop et al. 2004), e riguardano il miglioramento della reattività allo stress, lo sviluppo di risorse interne per l’autoregolazione dell’attenzione che conducono allo sviluppo di strategie di coping funzionali a ridurre e gestire l’ansia, a prevenire la depressione, alla gestione del dolore cronico, al miglioramento di disturbi psicosomatici (psoriasi, alopecia, fibromialgia), di disturbi alimentari e alla riduzione dei comportamenti di abuso di sostanze (Kabat-Zinn e Baer 2003; Bishop 2002).

Tra i protocolli “pilota” nell’applicazione della mindfulness con gli adolescenti:

• Il programma MBSR-T Mindfulness-Based Stress Reduction for Teens, fondato da G. Biegel (2010), ha sperimentato l’efficacia della mindfulness tra gli adolescenti in centri di salute mentale, a scuola e in famiglia. La MBSR-T, di 8 settimane, ha evidenziato risultati significativi per ridurre lo stress degli adolescenti ed i problemi fisici e psicologici ad esso correlati (MBSR-T Biegel 2010).

• Il programma MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy) di Bogels et al. (2008) di 8 settimane con 14 adolescenti dagli 11 ai 18 anni di età, affetti da vari disturbi (ADHD, Disturbo Ossessivo-Compulsivo e ansia generalizzata) che utilizza un programma parallelo di MBCT per i genitori, evidenzia risultati che riguardano miglioramenti nell’attenzione sostenuta, nel comportamento, negli obiettivi personali, nella felicità soggettiva e nella consapevolezza.

In linea con queste ricerche S. Rotondo sta sperimentando da circa 4 anni vari adattamenti del training MBCT di gruppo (durata 8 sedute) su adolescenti con diversi tratti patologici; il primo riguarda ragazzi di età compresa tra i 15 e i 20 anni, affetti da ansia sociale; gli studi attuali riguardano ragazzi di età compresa tra i 15 e i 25 anni, affetti da DCA Disturbi del comportamento alimentare (studio pilota in collaborazione con ASL di Savona ed Università Bicocca di Milano) e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni con impulsività e disregolazione emotiva.

I risultati preliminari evidenziano un’ interessante correlazione tra l’ aumento delle abilità di mindfulness e la riduzione del tratto patologico su cui si basa il programma (es fobia sociale o impulsività), mettendo in luce alcune relazioni complesse rispetto a tratti psicologici e dimensione emotiva. Altre applicazioni riguardano programmi MBCT individuali su ragazzi (13-15 anni) affetti da dermatiti o alopecia, i cui risultati evidenziano come la consapevolezza attiva le aree del cervello associate con la regolazione delle emozioni, la felicità e un atteggiamento positivo, così come la resilienza fisica e mentale e rafforza in alcuni casi il sistema immunitario, con il visibile effetto di recuperare più velocemente il benessere della pelle.
Le ricerche menzionate rappresentano studi di esito incoraggiante che evidenziano l’utilità degli interventi di mindfulness in diverse problematiche dell’adolescenza; tra queste vanno via via diffondendosi quelle che sottolineano l’importanza dell’applicazione della mindfulness in adolescenti non solo per intervenire su tratti patologici in esordio, ma per favorire l’integrazione dell’identità… sottolineando l’importanza dell’adolescenza come periodo della vita di grande integrazione di tanti aspetti del sé e del modo in cui tessiamo l’essenza, nutrendoci della scintilla emotiva, dell’intenso impegno sociale, della ricerca di novità e della spinta verso l’esplorazione creativa che caratterizzano preziosamente questo periodo. Abbracciando il concetto di respirare in tutto il nostro individualizzato io corporeo, che ci viene offerto dalla mindfulness, riusciamo a collegare tutti noi in un insieme più grande definito sé (D. J. Seigel 2013).

Dott.ssa Stefania Rotondo
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale
Membro direttivo ISIMIND e referente ISIMINDS4KIDS