(Foto di Mandy Fontana da Pixabay)

Testo tratto dal sito: State of Mind

Diverse sono oggi le “tipologie” di disagio giovanile, sicuramente ognuna di esse risente di fattori sociali e culturali, che contribuiscono all’evoluzione delle caratteristiche generali delle stesse. Fra queste tipologie rientrano: il bullismo, il cyberbullismo, il cutting, l’utilizzo di sostanze stupefacenti, la ludopatia sino allo sviluppo di eventi psicotici.

I dati MIUR (2018) ci informano che 1 ragazzo su 4 abbandona la scuola e con essa “abbandona un’idea di futuro”. Questo abbandono rappresenta in moltissimi casi, l’inizio di un vissuto di emarginazione […]

Associato ad un precoce sviluppo del cervello “emotivo” si assiste durante l’infanzia e per tutta l’adolescenza, al fenomeno del “rimaneggiamento” delle connessioni cerebrali che vengono regolate dal principio dell’ “use it or lose it” […]

L’utilizzo di differenti “meccanismi cerebrali” è dunque parte di quella difficoltà “comunicativa” che l’adulto, genitore ed insegnante, ritrova nella dinamica col giovane adolescente. Questa comunicazione avviene attraverso lo scontro di due sistemi totalmente differenti fra loro, uno appartenente al cervello adolescente, l’altro al cervello adulto.

Gli eventi citati sono portatori di stress e capaci dunque di attivare quel sistema agonistico tale da indurre una reazione di “attacco \ fuga” da parte dell’adolescente, sostenuto dall’incapacità di trovare un adulto (insegnante, operatore, familiare), capace di “decodificare” per lui e con lui, aspetti di vita complessi, offrendo loro un’ “antagonista” alla gratificazione “semplice ed immediata” (ad esempio l’uso delle droghe), con un’alternativa reale e concreta (ad esempio uno spazio di ascolto) […]

Dal ritiro scolastico al completo abbandono della vita sociale: il fenomeno Hikikomori

Il fenomeno ad oggi, ampiamente studiato anche in Italia, presenta un range di diffusione fra i 14 ed i 39 anni, con il manifestarsi dell’evento “iniziale”, o meglio dei diversi campanelli d’ “allarme” fra i 14 ed i 25 anni […]

Benché alla base dei comportamenti degli Hikikomori vi sia una scelta definita che è quella di ritirarsi dalla società, escludendola dalla propria vita, in realtà il processo avviene sempre in maniera graduale. I diversi “campanelli d’allarme” descrivono una traiettoria che parte da un “fenomeno sociale” e che può arrivare ad assumere i tratti di una reale “psicopatologia”.

Questa gradualità comprende:

• iniziale rifiuto saltuario di andare a scuola;

• alterazione del ritmo sonno-veglia;

• preferenza per attività solitarie;

• abbandono della scuola;

• abbassamento del tono dell’umore;

• abuso delle nuove tecnologie;

• depressione;

• istinti autolesionistici;

• dipendenza totale da internet […]

Per il testo completo clicca: State of Mind

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